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Dismissione e valorizzazione dei beni delle PA nel Mef

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Il ministero dell’Economia scopre le carte operative del piano straordinario di vendita degli immobili che deve portare entrate per 950 milioni quest’anno. È quanto riportato dal Sole 24ore di oggi, circa il piano di valorizzazione e dismissione degli immobili pubblici.

Secondo quanto riportato dal quotidiano economico il piano di dismissioni del mattone di Stato punta su “un fondo di investimento, gestito da Invimit, al quale apportare immobili pubblici, prevedendo la successiva vendita di quote del fondo a investitori istituzionali per esempio fondi pensione”.

A partecipare, con il proprio apporto di immobili, anche gli enti locali, i sindaci, infatti, saranno chiamati a un’«intesa» cruciale per la riuscita del piano. Anche se il pilastro del piano saranno gli immobili dello Stato centrale, la stipula delle intese con gli enti titolari dei poteri amministrativi in materia edilizia e urbanistica, sarà essenziale per riuscire davvero a valorizzare i beni oltre che a raccogliere entrate urgenti per il bilancio.

Nel triennio 2019-21 l’obiettivo è di ricavare di Demanio e Difesa fino a 1,25 miliardi. Cifra che arriva a quota 3,1 miliardi se al piano “straordinario” si aggiungono le previsioni di entrata relative a tutta la Pubblica amministrazione. Cifre imponenti, che impongono un’accelerazione rispetto ai ritmi degli ultimi anni (840 milioni medi all’anno da tutta la Pa), un cambio di marcia che deve trovare gli enti locali nella veste di venditori ma soprattutto di “facilitatori” delle procedure che servono a valorizzare i beni dello Stato. Una ex caserma, o un palazzo che ha ospitato uffici pubblici, infatti, ha bisogno di ristrutturazioni spesso profonde, c’è bisogno di varianti urbanistiche o cambi di destinazione d’ uso; passaggi fondamentali che saranno a carico dei Comuni, ai quali la manovra offre un premio fra il 5 e il 15% del ricavato dalla vendita dell’immobile.

A quanto pare, la rapidità dell’iter che porta dall’intesa alla variante sarà determinante per l’entità del premio, come nel precedente del 2015: il 15% sarà riservato a chi impiega meno di 12 mesi, chi supera i 2 anni dovrà accontentarsi del 5% e alle performance intermedie saranno attribuiti incentivi fra il 10 e il 13%. Ogni Protocollo individuerà i beni oggetto di valorizzazione, le ipotesi di trasformazione, la quota premiale e i tempi di perfezionamento della procedura urbanistica.

Il portafoglio da vendere, accanto ai 1.500 immobili già individuati dal Demanio nel maxi-censimento sui 58mila beni statali e alle 41 caserme scritte nel primo elenco della Difesa, potrà essere arricchito anche dal mattone locale. La selezione dei beni da inserire nel fondo sarà ovviamente affidata a Invimit, con una preferenza per quelli che abbiano un valore di mercato elevato, superiore indicativamente ai 5 milioni di euro. In fila ci potranno essere immobili affittati a privati a valori di mercato, oppure concessi a valori non di mercato ma bisognosi di interventi di valorizzazione affinché producano un maggior reddito.