Sfruttare tutte le potenzialità dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione per superare le barriere di genere ancora esistenti.
È quanto emerso nel corso del webinar “Il progresso che libera le donne”, strumenti, competenze, politiche territoriali e organizzazione del lavoro verso l’”Action Plan for Women in Research, Innovation and Startups” dell’Unione europea, organizzato da IFEL Campania.
L’incontro si inserisce nel quadro delle iniziative che la Fondazione realizza nell’ambito del proprio impegno per la certificazione della parità di genere, di cui IFEL Campania è titolare, promuovendo momenti di formazione, confronto e sensibilizzazione sui temi dell’uguaglianza e dell’innovazione.

All’incontro – tenutosi per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne dell’8 marzo – sono intervenute il direttore generale di IFEL Campania, Annapaola Voto, l’avvocata Maria Rosaria Punzo, componente del consiglio di amministrazione di IFEL Campania, Vittoria Fiorelli, ordinario di Storia moderna dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e Concetta Metallo, ordinario presso il Dipartimento di Scienze e tecnologie dell’Università Parthenope di Napoli.
Il direttore di IFEL Campania, Annapaola Voto ha introdotto il dibattito: “In questo panel – ha spiegato - parliamo di innovazione, ricerca e digitalizzazione come leve per liberare il tempo delle donne. È un tema che dialoga con l’“Action Plan for Women in Research, Innovation and Startups” della Unione europea, ma è anche un tema profondamente campano: perché innovare significa ripensare i servizi, digitalizzare i processi, costruire città sostenibili, favorire l’accesso alla casa, ridurre il carico invisibile che ancora oggi grava sulle donne”. Partendo dai dati, il dg di IFEL Campania ha sottolineato che nella fondazione da lei guidata – che ha ottenuto la certificazione di qualità per la parità di genere - le donne sono il 49 per cento, molte delle quali mogli e madri, e soprattutto di altissimo livello professionale. “L’ “Action Plan for Women in Research, Innovation and Startups” promosso dalla Commissione europea – ha spiegato ancora Voto – è per noi un modello di riferimento, perché è l’ultimo e più recente atto di indirizzo strategico con cui l’Unione europea mira a rafforzare la partecipazione femminile nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e dell’imprenditorialità ad alta intensità di conoscenza. Il Piano però nasce dalla constatazione di un persistente divario di genere nei sistemi europei dell’innovazione: le donne rappresentano meno di un terzo dei ricercatori, e sono ancora significativamente sottorappresentate tra i fondatori di startup deep-tech e nei ruoli decisionali dell’ecosistema dell’innovazione”.
Il direttore di IFEL ha poi ricordato il successo del progetto di facilitazione digitale, che la fondazione sta realizzando con i fondi del Pnrr, e che ha formato finora oltre 600mila cittadini campani all’uso delle tecnologie informatiche, la metà dei quali di genere femminile; anche questa dunque un’importante leva per migliorare l’alfabetizzazione digitale e dunque l’uso consapevole dei servizi informatici da parte delle donne di ogni ceto sociale, a partire da quelli per la sanità, i pagamenti elettronici e così via.
La professoressa Fiorelli, a sua volta, sottolineando la storica vocazione al femminile dell'Università Suor Orsola Benincasa, ha illustrato i principi alla base del “Gender Equality Plan” dell'Ateneo, il piano triennale che l’Ue impone alle università per potere accedere a una serie di finanziamenti: “Il nostro piano – ha detto – prevede ad esempio di offrire servizi scolastici a prezzi calmierati per i figli degli insegnanti, l’istituzione di luoghi simbolici come aule intestate a donne vittime di violenze, panchine rosse nei giardini, luoghi riservati in cui accogliere segnalazioni di problemi legati al gender gap, e così via”.
Concetta Metallo ha invece posto l’accento in particolare sull’importanza di superare i paradossi di alcune innovazioni tecnologiche, come gli algoritmi o l’intelligenza artificiale utilizzati nelle selezioni del personale, e che talvolta si basano su dati storici di un passato in cui la differenza di genere era molto accentuata, soprattutto per i ruoli apicali, dove ancora il gap è molto significativo. Così come bisogna stare attenti ad altre distorsioni che possono essere provocate da innovazioni che pure in sé posso servire ad aiutare in particolare le lavoratrici, come lo smart working, importante per poter gestire meglio il contesto familiare e conciliarlo con le esigenze lavorative, ma la cui flessibilità e l’assenza fisica negli uffici può a volte danneggiare o diminuire le possibilità di carriera, acuendo fenomeni di "invisibilità organizzativa".
L’avvocata Punzo, infine, ha parlato innanzitutto della sua esperienza di ex sindaco, per la quale in quanto donna ha dovuto superare alcuni problemi legati ai pregiudizi di genere, e come consigliere della fondazione ha auspicato la continuazione del cammino intrapreso da IFEL Campania nel superamento del gender gap con altre iniziative, come ad esempio sportelli di ascolto, ludoteche e così via.
Il direttore Voto ha quindi concluso l’interessante confronto richiamando quanto già ampiamente illustrato nelle prestigiose relazioni delle relatrici presenti, e ponendo ancora di più l'attenzione sull'importanza della formazione, e quindi della qualificazione delle competenze delle donne per superare ogni tipo di barriera; una barriera di accesso alle carriere e ai redditi più alti, che sono poi la vera leva che consente - aldilà di quelli che sono gli strumenti di facilitazione e di conciliazione vita-lavoro per superare il gap - di infrangere quel muro di cristallo che pare sia ancora fortemente radicato nella cultura italiana.
Nel corso del webinar è stato distribuito un questionario alle lavoratrici di IFEL Campania in ascolto sul lavoro in materia STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), ed è stata annunciata l’istituzione di due borse di studio per promuovere l’eccellenza femminile e favorire il superamento delle barriere di genere in ambito STEM, e legate alla Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze, che si tiene l’11 febbraio.

