Si è tenuta venerdì 25 settembre 2026 a Napoli, a palazzo Santa Lucia, la seduta plenaria del comitato di sorveglianza del PR Campania FESR 2021-2027, che vede riunite, insieme all’amministrazione regionale coinvolta nella programmazione e attuazione delle risorse europee, le istituzioni comunitarie e nazionali responsabili e gli stakeholders istituzionali e socio-economici territoriali.
Presente alla riunione anche Annapaola Voto, direttore della Fondazione IFEL Campania, che partecipa al comitato nel suo ruolo di supporto alla Regione, alle sue società e organismi partecipati e alle istituzioni ed enti locali operanti sul territorio.
L’incontro si colloca nella fase conclusiva del ciclo di programmazione 2021-2027, nella quale diventa centrale accompagnare gli interventi verso la piena realizzazione, monitorando tempi, avanzamento della spesa e adempimenti amministrativi e di controllo.
Sono state affrontate le questioni operative relative al piano, per individuare e risolvere le difficoltà che rallentano l’avanzamento degli interventi previsti.
L’avvicinarsi della fase conclusiva della programmazione impone infatti una particolare attenzione ai tempi della progettazione, degli affidamenti, della realizzazione e della spesa, oltre che agli adempimenti connessi ai controlli e all’audit.
È stato tuttavia sottolineato che il lavoro di questi mesi non può esaurirsi nella gestione delle scadenze. Le scelte organizzative compiute ora, comprese quelle relative all’ultima riprogrammazione, incidono sulla capacità delle amministrazioni di affrontare il periodo successivo. La chiusura degli interventi e la preparazione del futuro devono quindi procedere insieme: occorre completare quanto è stato avviato e, nello stesso tempo, rendere più solide le strutture e le modalità di lavoro che saranno necessarie negli anni a venire.
In riferimento alla governance dei programmi, si è sottolineato che quando un piano coinvolge numerose amministrazioni e una pluralità di progetti, il coordinamento diventa esso stesso una condizione per ottenere risultati. Le difficoltà non riguardano soltanto la disponibilità delle risorse, ma anche la capacità di trasformarle in progetti, affidamenti, interventi realizzati e spesa correttamente rendicontata.
In questo quadro è stata evidenziata l’importanza di monitorare l’avanzamento in modo puntuale, progetto per progetto e intervento per intervento. Tale attività consente di riconoscere tempestivamente i ritardi, distinguere le criticità comuni da quelle specifiche e intervenire prima che i problemi compromettano il raggiungimento degli obiettivi del programma.
Accanto al monitoraggio, è emersa l’esigenza di semplificare il funzionamento dei rapporti tra gli enti. La presenza di molti soggetti, ciascuno con responsabilità e procedure proprie, può rendere più onerosa la gestione e rallentare le decisioni. Per questo è stato proposto di ragionare su forme di aggregazione, coordinamento e delegazione delle attività che risultino realmente funzionali all’attuazione degli interventi. Il punto non è individuare una soluzione organizzativa uguale per tutti, ma costruire modalità di lavoro che aiutino le amministrazioni a progettare, decidere e spendere nei tempi richiesti.
In una prospettiva di risorse più limitate e di maggiore attenzione all’efficacia della spesa, è stata richiamata la necessità di concentrare gli sforzi su interventi coerenti tra loro, capaci di produrre effetti concreti e di integrarsi con la programmazione nazionale.
È stato quindi osservato che il valore di un progetto non dipende esclusivamente dalla sua dimensione finanziaria. Anche interventi circoscritti possono avere una ricaduta riconoscibile sulla vita dei cittadini e sulla qualità dei territori, quando rispondono a un bisogno preciso e si inseriscono in una strategia più ampia.
Nel corso dell’incontro sono stati poi richiamati esempi relativi all’accessibilità e alla fruizione di spazi e aree naturali, alla valorizzazione delle foreste e alla protezione civile: ambiti diversi che concorrono alla tutela dell’ambiente, alla sostenibilità e alla vivibilità dei territori.
Il passaggio dalla somma di singoli progetti a una visione di sistema è stato indicato come uno degli aspetti più impegnativi. Richiede che enti e settori diversi condividano obiettivi, priorità e responsabilità, superando la frammentazione degli interventi. Tale esigenza diventa ancora più evidente di fronte ai cambiamenti demografici e alla pressione sulle risorse pubbliche, che incidono sulla possibilità di garantire servizi essenziali, tra cui la sanità e l’istruzione.
Riguarda alla capacità amministrativa, è stato ribadito che, senza strumenti organizzativi adeguati, anche una strategia condivisa rischia di incontrare difficoltà nella fase di realizzazione. La semplificazione deve quindi tradursi in procedure praticabili, responsabilità chiare e un accompagnamento costante degli enti coinvolti.
“Le problematiche nell’attuazione del programma individuate nel corso della riunione - ha commentato il direttore generale di Ifel Campania – sono state affrontate tutte nel dettaglio, individuando le soluzioni da adottare con il coinvolgimento di tutti i componenti del comitato, ciascuno per le sue competenze. Per quanto riguarda in particolare la nostra fondazione, confermiamo il nostro ruolo di presidio tecnico a supporto della Regione e dei beneficiari dei fondi, che non si limiti a fornire il proprio contributo nel rilevare lo stato di avanzamento degli interventi, ma aiuti anche a comprendere perché un progetto rallenta e quali condizioni amministrative e/o tecniche occorrano per farlo procedere”.


