Combattere la disinformazione, prevenire le frodi e ridurre il “digital gap” per rendere – in Italia, paese con una delle età medie più elevate in Europa - la popolazione sempre più consapevole, autonoma e sicura nell’approccio alle nuove tecnologie, con un’attenzione particolare alla terza età. Napoli accoglie un messaggio sulla grande sfida dell’inclusione nell’ambito del digitale e dell’innovazione. Giovedì 19 febbraio, nello spazio culturale Obù di Fondazione Terzoluogo, esempio virtuoso di rigenerazione urbana, culturale e sociale, è stato presentato il progetto Nino, nato per supportare le fasce di popolazione meno alfabetizzata in ambito digitale: laboratori, sfide, eventi di comunità e un’app gratuita accompagneranno la trasformazione digitale dei cittadini di età avanzata. Un progetto ideato da Biblioteche Senza Frontiere Italia e selezionato nell'ambito della Impact Challenge "Tech for Social Good", realizzato con il supporto di Google.org in collaborazione con Seedble, Dataninja e DiTes (Link Campus University).
Del resto, solo il 19,3% delle persone tra 65 e 74 anni ha competenze almeno di base in ambito tecnologico e il 50% delle truffe ai danni di over 65 avviene proprio attraverso canali online: di qui l’esigenza di interventi strutturali, anche perché secondo le stime nel 2050 gli over 65 raggiungeranno il 35,9% della popolazione. All’evento di Napoli hanno preso parte anche gli over 65 del borgo Sant’Antonio Abate, insieme a operatori, bibliotecari e caregiver, coinvolti in giochi interattivi e in tavoli intergenerazionali. Il progetto parte da un presupposto chiaro: oltre ad essere il punto di accesso indispensabile ai servizi amministrativi, finanziari e sanitari, le tecnologie sono infatti oggi anche il tramite primario di informazione, formazione, cultura.
“In un tempo in cui la tecnologia evolve rapidamente, è fondamentale promuovere percorsi che mettano davvero le persone al centro, valorizzando competenze e garantendo pari opportunità - ha dichiarato l’assessora alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Chiara Marciani - Napoli crede in un’innovazione sociale e inclusiva, capace di offrire anche a chi è più fragile strumenti concreti di crescita. Momenti come questo rafforzano la collaborazione tra istituzioni, imprese e terzo settore per costruire sviluppo e coesione”. Tra gli intervenuti al panel anche il direttore generale di IFEL Campania, Annapaola Voto: “Come IFEL Campania, siamo impegnati da tempo sul fronte della facilitazione digitale. Crediamo fortemente in un modello che metta al centro la persona e che si fondi sulla sinergia tra enti locali, istituzioni, università, imprese e terzo settore. È esattamente lo spirito che abbiamo ritrovato oggi: un’alleanza concreta per rendere il digitale uno strumento di cittadinanza e non un fattore di esclusione”.
“I dati di impatto del nostro progetto Digit – ha aggiunto Voto - attestano non solo un impatto quantitativo significativo ma anche una presenza forte nelle fasce di popolazione più “digitalmente fragili” (anziani, donne e categorie vulnerabili). In Italia, chi ha 55 anni e più usa internet molto meno frequentemente rispetto ai più giovani: solo circa 57% di over 55 è connesso regolarmente, contro oltre il 90% tra i 25-34 anni. Tra i 65-74 anni circa 19,3% possiede competenze digitali almeno di base, contro percentuali molto più alte nelle fasce più giovani. Questi numeri mostrano che gli anziani sono tra i soggetti più esclusi dal digitale – esattamente il target dell’app My Nino e dei servizi di facilitazione digitale. IFEL Campania continuerà a lavorare in questa direzione, promuovendo percorsi di inclusione digitale che rendano ogni cittadino – a qualsiasi età – protagonista consapevole del proprio tempo”.
“Ci siamo messi in ascolto delle persone e ci siamo chiesti cosa è nostra responsabilità fare affinché la tecnologia possa creare un ponte tra la società dell'informazione e coloro che ne sono esclusi. – ha spiegato Ilaria Gaudiello, direttrice di Biblioteche Senza Frontiere Italia - Nino è nato per portare la digital literacy alle comunità che ne hanno fortemente bisogno, individuando apprendimento efficace, autenticità, socialità e decisioni informate come valori centrali del processo di trasformazione digitale”.
“Il progetto Nino rappresenta un’iniziativa centrale nel percorso di innovazione a impatto. - ha sottolineato Chiara Di Cillo, Project Manager & Head of Impact Innovation per Seedble- Abbiamo lavorato per trasformare una sfida tecnologica in un ecosistema di supporto strutturato, capace di operare in una dimensione phygital coerente e integrata: un’architettura in cui l’intelligenza artificiale e il digitale affiancano il contatto umano, contribuendo a rafforzare le relazioni sul territorio e online. Questa visione orienta ogni fase del progetto, con l’obiettivo di rendere l’innovazione un processo condiviso e generativo, capace di consolidare i legami tra le persone e di offrire strumenti per un’autentica emancipazione digitale”.
Ad aprire i lavori Lorenzo Scirocco, Responsabile sviluppo di comunità Spazio Obù - Fondazione Terzoluogo: “L’innovazione digitale rappresenta uno strumento di interazione fondamentale al giorno d’oggi e soprattutto in un contesto come il nostro, dove alcune fasce d’età rischiano l'isolamento, riteniamo fondamentale affrontare la sfida dell’inclusione e in piena coerenza con gli obiettivi di Obù, costruire competenze centrate sull'alfabetizzazione digitale, indispensabili per poter vivere con pienezza la quotidianità, oggi sempre più digitale”.
All’incontro hanno partecipato anche Eliseo Sciarretta, professore all’Università degli Studi Link e Accessibility Expert, Elvia Raia, Presidente Federcentri APS, Mariangela Contursi, Direttrice Generale Spici Srl e Membro dell'esecutivo di Fabbrica Italiana dell'Innovazione, e Umberto Cristadoro, Presidente CSV Napoli ETS.
